Durante questi anni si reca spesso a Roma, dove conosce Achille Perilli, Gastone Novelli, Totai Scialoja, Mimmo Rotella, Cy Twombly ed Emilio Villa. La frequentazione di questi artisti e delle riviste 'Esperienza Moderna' e 'Appia', lo orienta verso l'arte astratta e segnica, allontanandolo dall'orientamento di tradizione surrealista del Gruppo 58 fino a distaccarsene, per proseguire la propria sperimentazione in modo indipendente.
Il modus operandi di questa fase artistica consiste nell'utilizzo di quelle che si potrebbero definire unita' base, partendo da una fase di azzeramento pittorico con la semplice ripetizione di un segno unico ripetuto inteso come l'elemento morfologico semanticamente piu' neutro, nella ricerca dei meccanismi minimi dell'origine del linguaggio.

"Il Gesto", n.3, con la copertina di Lucio Fontana e l'inserto del Manifesto del Gruppo 58 con un "segno" di Bruno Di Bello